Dicono che il calcio sia una questione di DNA.
In casa mia è sempre stato così: sono cresciuto respirando l'odore dello spogliatoio e guardando mio padre giocare a livello professionistico.
Ma mentre tutti guardavano la palla finire in rete, io guardavo l'unico uomo autorizzato a usare le mani per impedirlo.

Ho indossato quei guanti per anni, vivendo la solitudine e la responsabilità del ruolo.

Oggi non sono più tra i pali, ma la mia missione non è cambiata: sono Michele Sestito e sono un preparatore qualificato per portieri.

Ho scelto di uscire dalla linea di porta per aiutare la prossima generazione di numeri uno a difenderla.

Il gioco del calcio è in continua evoluzione, cambia il regolamento, cambiano le infrastrutture, cambia il modo di giocare ed interpretare compiti e mansioni.
Più di qualsiasi altro però, il ruolo del portiere è quello negli anni è stato messo maggiormente a dura prova.
La regola introdotta nel 1992, la quale costringe il portiere ad usare i piedi dopo un retro passaggio effettuato con i piedi da un compagno di squadra, impedendogli quindi di raccogliere liberamente la palla con le mani, crea uno spartiacque col passato e dà inizio ad un nuovo calcio, più dinamico, meno attendista e volto quindi ad una maggiore spettacolarità.
Al portiere non viene più chiesto soltanto di stare in porta ad effettuare parate, ma anche di essere un vero e proprio giocatore di movimento, a contrastare gli avversari in uscita, sia bassa che alta, per recuperare palla in fase di non possesso, e ancor di più, ad impostare l'azione, diventando il primo giocatore di manovra offensiva nella fase di possesso.
Da qui nasce la costruzione del ruolo del portiere, che non si limita solo a far ripartire l'azione dal fondo campo dopo un'azione conclusa dagli avversari, ma che si smarca dagli avversari per ricevere palla nuovamente da un compagno, effettua combinazioni, qualche volta serve assist per gli attaccanti con lanci lunghi, richiama e riordina i reparti diventando così a tutti gli effetti un giocatore di movimento che partecipa ad un'azione offensiva.

"Essere un portiere è come essere un militare che prepara le bombe: un errore, e tutti quanti saltano in aria"
(Artur Boruc)

"I portieri sanno che è difficile per loro di compensare eventuali errori che potrebbero commettere. È una posizione che richiede concentrazione totale. Non si può mai permettersi di rilassarsi"
(Gigi Buffon)

"La gioia di vedere Jurij Gagarin volare nello spazio è superata soltanto dalla gioia di un buon rigore parato."
(Lev Jasin"

"I portieri devono avere un pizzico di follia"
(Oliver Kahn)
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