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Catanzaro

Catanzaro, per via della sua conformazione, che vede i suoi quartieri distanti chilometri l'uno dall'altro, la si può anche definire a tutti gli effetti come una "città diffusa".
Di sicuro è una delle poche città che ti permette di "passare", in meno di un'ora, dal mare alla montagna!
 
Con la sua estensione territoriale particolarmente allungata, che va dalle alture della presila fino ad un angolo di costa che si specchia nel golfo di Squillace, Catanzaro è una città diversa da tante altre, perché unica e originale e quale migliore definizione se non quella di "città diffusa".

Storica è anche la definizione che l’identifica come "la città delle tre V": la "V" di Velluto, per la produzione in tempi passati di questi pregevoli tessuti, la "V" di Vitaliano, che è il Santo Protettore della città e la "V" di Vento, presenza sempre costante per la sua posizione su tre colli (S. Trifone, oggi S. Rocco, Vescovato e S. Giovanni) per cui è quasi sempre soggetta alle correnti dei due mari, che l'hanno resa tra le prime città italiane con il migliore indice di vivibilità climatica.

Un proverbio della tradizione locale risalta questa caratteristica:
“Trovare un vero amico è così raro come un giorno senza vento a Catanzaro”.

La parte centrale è ubicata sul Monte Triavonà, uno sperone formato da tre colli, mentre le zone periferiche s’adagiano lungo le vallate, tra una vegetazione selvaggia e il corso di qualche torrente.
Le origini dei primi insediamenti risalgono al periodo bizantino, tra la fine del 700 d.C. e i primi del 900 d.C., probabilmente in due fasi importanti, grazie alle popolazioni che provenivano dalle zone costiere e con l’aiuto di condottieri inviati da Bisanzio per difendere i loro presidi dagli attacchi dei saraceni, ma per un breve periodo anche loro dominarono la città. Presenze di antichi nuclei, in periodi antecedenti registrati nel circondario, sono ancora oggi oggetto di studio, ma dal punto storico si registrano delle differenze nello stesso territorio. In seguito sul monte Triavonà l’arrivo dei Normanni, intorno ai primi degli anni mille, determinò la fine del periodo bizantino e sul colle S. Giovanni ci sono i resti del loro castello con le gallerie interne.
In tempi più recenti è nato il Complesso Monumentale San Giovanni, composto dalla chiesa omonima, dai resti del castello, dal piazzale panoramico con la torretta, detta di Carlo V, dal Convento dei Teresiani, in seguito trasformato in carcere e da pochi anni si sono creati nuovi spazi, tra uffici, mostre, ad un archivio dedicato alla storica Emilia Zinzi (Catanzaro, 15/4/1921 - 9/9/2004) e dalla statua del Cavatore, posta di fronte p.zza Matteotti in una nicchia semicircolare, risalente alla fine dell’800. È un’opera in bronzo creata su una base di granito dal maestro Giuseppe Rito.

Ci sono poi alcuni elementi che, pur non essendo un singolo monumento, raccontano molto bene Catanzaro:

I Tre Colli:
San Giovanni, San Rocco e il Vescovato.

Le Tre V:
Vento, Velluto e Vitaliano

La città tra due mari:
la particolare posizione sull'istmo calabrese, tra Ionio e Tirreno.

Le scalinate e i vicoli del centro storico:
Caratterizzano fortemente la morfologia urbana.
I ponti e i viadotti, che costituiscono quasi una “firma” paesaggistica di Catanzaro.

La seta e il velluto:
legati alla tradizione tessile storica della città

Il Morzello:
Chiamato "Sua Maestà" è il piatto tipico cittadino e anche uno simboli più fortemente identificativi della città.
Punti di interesse tipici

La Statua del Cavatore è il monumento simbolo di Catanzaro e rappresenta uno degli emblemi più riconoscibili della città. Si trova in Piazza Matteotti, incastonata nella grande nicchia delle mura del Complesso Monumentale di San Giovanni.
L'opera fu realizzata tra il 1951 e il 1954 dallo scultore catanzarese Giuseppe Rito, uno dei principali artisti calabresi del Novecento. È una scultura monumentale in bronzo, collocata su un basamento di granito dal quale sgorga l'acqua, formando una fontana monumentale.
Il protagonista è un uomo robusto e scalzo, colto nell'atto di colpire la roccia con un piccone. Dalla pietra scaturisce l'acqua, elemento che simboleggia la vita e il frutto del lavoro umano. La figura non rappresenta una persona specifica, ma il lavoratore in senso universale: il cavatore è l'uomo che, con fatica e determinazione, trasforma la natura e costruisce il futuro.
La statua nacque nella ricostruzione del dopoguerra.
Rito volle celebrare la forza dei lavoratori del Mezzogiorno e dei catanzaresi impegnati a ricostruire la città e il Paese dopo le distruzioni della guerra. Per questo il Cavatore è diventato un simbolo di operosità, dignità e resilienza.
Oltre al valore artistico, il monumento ha un forte significato identitario. Per molti abitanti di Catanzaro il Cavatore è un vero punto di riferimento: l'espressione "Ci vediamo al Cavatore" è entrata nel linguaggio quotidiano per indicare un luogo d'incontro nel centro storico.
Nel 1970, a seguito del crollo di una parte delle mura retrostanti, la statua fu rimossa per motivi di sicurezza e rimase per circa quattordici anni in deposito.
Nel 1984, dopo un intervento di restauro, venne ricollocata nella sua sede originaria, dove si trova ancora oggi.
Oggi il Cavatore è considerato il simbolo civico di Catanzaro (come la Madonnina per Milano), rappresenta l'identità della città e il legame dei suoi abitanti con il valore del lavoro e della perseveranza.

Il Ponte Morandi, oggi più correttamente chiamato Ponte Bisantis, è uno dei simboli più celebri di Catanzaro e una delle opere di ingegneria più importanti del Novecento italiano.
Fu progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi e inaugurato nel 1962. Il ponte attraversa la profonda valle del torrente Fiumarella, collegando il centro storico con la parte nord della città e rendendo molto più agevoli gli spostamenti urbani.
Caratteristiche principali:
> Altezza: circa 112 metri sopra il fondovalle.
> Lunghezza: circa 468 metri.
> Campata principale: circa 231 metri.
S> truttura: ponte ad arco in cemento armato.
Al momento della sua inaugurazione era uno dei ponti ad arco in cemento armato più alti d'Europa e rappresentava un'importante innovazione tecnica.
Perché è chiamato "Ponte Morandi"?
Il nome deriva dal suo progettista, Riccardo Morandi, uno dei più grandi ingegneri italiani del XX secolo, autore anche del Viadotto Polcevera, noto come "Ponte Morandi", crollato nel 2018.
Per evitare confusioni con il ponte di Genova, oggi a Catanzaro si preferisce spesso utilizzare la denominazione ufficiale Ponte Bisantis, dedicata al patriota calabrese Fausto Bisantis.
Un punto panoramico unico
Dal ponte si gode una vista spettacolare sulla valle della Fiumarella, sul centro storico di Catanzaro e, nelle giornate limpide, fino al Golfo di Squillace e al Mar Ionio.
Di notte, l'illuminazione artistica ne esalta l'imponenza, rendendolo uno dei soggetti fotografici più iconici della città.

Curiosità
Per molti anni il Ponte Bisantis è stato noto anche per il bungee jumping: negli anni '90 e nei primi anni 2000 vi si svolgevano lanci organizzati che attiravano appassionati da tutta Italia, contribuendo a renderlo famoso anche al di fuori della Calabria.

Oggi il Ponte Bisantis non è soltanto un'infrastruttura essenziale per la mobilità cittadina, ma anche uno dei principali simboli dell'identità di Catanzaro.

La storia della villa comincia nella seconda metà dell'Ottocento, nel periodo successivo all'Unità d'Italia.

L'area era originariamente occupata da orti e vigne, nei pressi dell'antico convento di Santa Chiara. Il sindaco Francesco De Seta ebbe l'idea di trasformare questo terreno in un grande giardino pubblico, inserendolo nel processo di modernizzazione urbanistica della Catanzaro post-unitaria.

Il progetto fu affidato agli architetti Federico ed Enrico Andreotti, con l'intervento dell'architetto Feher per la sistemazione dei giardini. I lavori iniziarono nel 1878 e terminarono nel 1880.

Il momento più importante della sua storia avvenne il 21 gennaio 1881,quando Catanzaro ricevette la visita del Re Umberto I e della Regina Margherita di Savoia e il nuovo giardino pubblico venne inaugurato e intitolato proprio alla Regina.

Da allora il nome Villa Margherita è entrato nella memoria collettiva della città.

Nel secondo dopoguerra fu per un periodo denominata Villa Trieste, ma successivamente è tornata alla denominazione originaria.

Uno degli elementi più affascinanti della Villa è la sua posizione, a circa 320 metri sul livello del mare.

Villa Margherita non è soltanto un giardino: è anche uno dei punti panoramici storici di Catanzaro.

Un'altra caratteristica importantissima è la presenza della Biblioteca Comunale "Filippo De Nobili", uno dei principali patrimoni culturali della città.

La biblioteca conserva un importante patrimonio librario e documentario e fa di Villa Margherita qualcosa di più di un semplice spazio verde: natura, storia e cultura convivono nello stesso luogo.

Storicamente la Villa ha ospitato anche il Museo Provinciale, inaugurato già nel 1879, quindi addirittura prima dell'apertura ufficiale del giardino, e comprendeva importanti reperti archeologici, numismatica, opere d'arte e testimonianze della storia calabrese.

Il Teatro Politeama Mario Foglietti di Catanzaro è il principale centro culturale e teatrale della città e una delle strutture dello spettacolo più importanti della Calabria.

Inaugurato nel 2002 e progettato dall'architetto Paolo Portoghesi, il teatro unisce un'architettura classica all'impiego di tecnologie sceniche moderne. L'edificio si trova nel cuore del centro storico cittadino, precisamente in Via Giovanni Jannoni, 1.

Caratteristiche principali della struttura:

Capienza e conformazione:
La sala principale presenta la classica forma a ferro di cavallo dell'opera italiana, con una capienza complessiva di circa 930 posti distribuiti tra platea e cinque ordini di palchi.

Progettazione e acustica:
Curato nei dettagli estetici e acustici, riprende elementi della tradizione architettonica calabrese integrati con soluzioni tecnologiche avanzate per garantire un'ottima resa sonora.

Programmazione:
Ospita ogni anno ricche stagioni dedicate a prosa, lirica, danza, concerti di musica classica e sinfonica, musical e grandi eventi culturali.
Complesso monumentale del San Giovanni

Il Complesso Monumentale del San Giovanni di Catanzaro è uno dei luoghi più importanti per comprendere la storia della città, perché racchiude in uno stesso spazio la memoria del castello normanno, la storia religiosa, quella ospedaliera e carceraria e, oggi, la vocazione culturale ed espositiva di Catanzaro.

Il complesso sorge sul colle di San Giovanni, uno dei tre colli storici sui quali è costruita Catanzaro. Qui, nell'XI secolo, Roberto il Guiscardo fece edificare un castello normanno, con funzione militare e politica.

Il castello era caratterizzato da mura, torri e una corte interna ed era uno dei principali simboli del potere feudale sulla città. Nel Quattrocento, durante i conflitti tra la popolazione catanzarese e il potere feudale, una parte consistente del castello venne distrutta.

Un aspetto molto interessante è che le pietre e i materiali del castello furono successivamente riutilizzati per costruire altri edifici della città, tra cui quelli che oggi costituiscono il complesso.

Nel XVI secolo venne realizzata la Chiesa dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, legata all'omonima confraternita.

Nel 1563 la Congrega dei Bianchi di Santa Croce realizzò nell'area un Hospitio destinato all'assistenza. Successivamente, nel XVII secolo, l'area passò ai Padri Teresiani, che vi insediarono il loro convento.

È proprio questa stratificazione che rende il San Giovanni particolarmente interessante: non è semplicemente un edificio storico, ma un insieme di edifici e funzioni che si sono sovrapposti nel corso di circa mille anni.

Nel corso dei secoli l'area ebbe diverse destinazioni.

Fu:

> luogo religioso;
> ospizio e struttura assistenziale;
> convento dei Teresiani;
> caserma;
> sede di uffici militari;
> carcere cittadino.

Il carcere rimase attivo fino al XX secolo. Nel 1970, il crollo di una parte delle mura provocò una tragedia e determinò il trasferimento del penitenziario. Successivamente il complesso rimase per anni in condizioni di abbandono,

🔨 Il recupero

Negli anni Ottanta e Novanta iniziò il recupero dell'area. Il progetto di restauro trasformò quello che era diventato uno spazio degradato in un importante contenitore culturale.

Il complesso venne inaugurato nella sua nuova funzione nel 1998, con una mostra dedicata ad Andrea Cefaly.

L'anno successivo, nel 1999, una grande esposizione dedicata a Mattia Preti, il celebre "Cavalier Calabrese", contribuì a consacrare il San Giovanni come importante centro espositivo del Mezzogiorno

Oggi il complesso ospita spazi espositivi, il Museo e le Gallerie del San Giovanni e uffici comunali legati alla cultura. Il Comune lo indica inoltre come sede distaccata dell'Amministrazione comunale.

Le aree restaurate comprendono circa 20 sale distribuite su due piani, raggiungibili attraverso una grande scalinata e un cortile interno; il complesso dispone inoltre di un chiostro e di una terrazza panoramica utilizzata anche per eventi.

Particolarmente suggestivi sono anche i camminamenti e gli ambienti sotterranei, testimonianza delle diverse funzioni militari e difensive dell'antico insediamento.
Il Parco della Biodiversità Mediterranea

La storia è relativamente recente.

Nel giugno 2001 la Provincia di Catanzaro presentò il progetto di recupero dell'ampia area dell'Istituto Tecnico Agrario, conosciuta dai catanzaresi come "Agraria". Si trattava di terreni in parte abbandonati e degradati.

L'obiettivo era molto ambizioso: trasformare quell'area in un grande polmone verde nel cuore della città, evitando allo stesso tempo la possibile cementificazione della zona.

Il primo lotto del Parco fu inaugurato il 22 maggio 2004, con circa 13 ettari di area verde attrezzata. Negli anni successivi il progetto si ampliò progressivamente fino ad arrivare a circa 60 ettari, comprendendo anche la Valle dei Mulini.

Il progetto è stato fortemente voluto e sponsorizzato dal compianto Michele Traversa, un catanzarese d.o.c. all'epoca Presidente della Provincia.

La caratteristica più particolare è proprio questa: si trova praticamente nel tessuto urbano di Catanzaro, ma entrando al suo interno si ha la sensazione di allontanarsi dalla città.

Il complesso comprende:

> giardini e aree naturalistiche;
> boschi;
> sentieri;
> aree picnic;
> laghetti;
> aree gioco;
> strutture sportive;
> percorsi per jogging e mountain bike;
> area fitness;
a> nfiteatro;
> centro ippico;
> il Parco Internazionale della Scultura;
> il MUSMI – Museo Storico Militare;
> il CRAS – Centro Recupero Animali Selvatici.

Questa molteplicità di funzioni è ciò che rende il Parco particolarmente interessante.

Questa è probabilmente una delle caratteristiche meno conosciute fuori Catanzaro, ma di enorme valore.

All'interno del Parco sono state collocate opere di importanti artisti contemporanei internazionali.

Tra gli artisti presenti vengono indicati, tra gli altri:

Antony Gormley – Mimmo Paladino – Dennis Oppenheim – Mauro Staccioli

Le sculture sono inserite direttamente nel paesaggio.

E qui nasce un elemento molto bello del progetto:

l'arte non è chiusa dentro un museo, ma viene vissuta camminando nel paesaggio.

Il visitatore può incontrare una scultura mentre percorre un sentiero, attraversa un prato o si trova davanti a un panorama.

Il progetto del Parco Internazionale della Scultura nasce nel 2006 e negli anni è stato arricchito con nuove opere.

All'interno del Parco si trova anche il MUSMI – Museo Storico Militare Brigata Catanzaro.

È stato inaugurato il 28 aprile 2007 e racconta oltre due secoli di storia militare, dall'epoca napoleonica fino alla Seconda guerra mondiale.

La particolarità è che il museo nasce dall'unione di numerose collezioni private, donate o messe a disposizione da appassionati e collezionisti.

Il nome "Biodiversità Mediterranea" non è soltanto una denominazione suggestiva.

Nel Parco particolare attenzione è dedicata alla flora e alla fauna, anche attraverso il Centro di Recupero Animali Selvatici (CRAS), destinato alla cura e al recupero di animali selvatici.

Il Parco diventa quindi anche uno spazio di educazione ambientale, soprattutto per bambini e ragazzi.

Una parte molto interessante è la Valle dei Mulini, che rappresenta la componente più naturalistica del complesso.

Qui il carattere del Parco cambia: dal giardino urbano attrezzato si passa progressivamente a un ambiente più boschivo e selvatico.

Nella Valle si trova anche un centro ippico, inserito nel progetto di ampliamento del Parco.

È proprio questa parte che permette di comprendere meglio il significato di "biodiversità": non un semplice giardino ornamentale, ma un sistema di ambienti differenti.

Un'altra intuizione interessante del progetto è stata quella di non destinare il Parco a una sola categoria di visitatori.

C'è qualcosa per:

bambini → aree gioco e Parco dei Folletti
sportivi → jogging, fitness, calcio, basket, mountain bike
famiglie → picnic e aree ricreative
appassionati d'arte → Parco Internazionale della Scultura
appassionati di storia → MUSMI
amanti della natura → sentieri, bosco, flora e fauna
turisti → un grande spazio verde facilmente raggiungibile dal centro urbano.

Il Parco dei Folletti, per esempio, è una delle aree dedicate ai bambini, con grandi strutture in legno, ponti e giochi.

C'è un aspetto che secondo me merita particolare attenzione, soprattutto se stai lavorando alla valorizzazione della storia e del territorio catanzarese.

Il Parco rappresenta un esempio di rigenerazione urbana.

Nel 2001 si partiva da un'area degradata e a rischio di trasformazione edilizia. In pochi anni è stata trasformata in un grande spazio pubblico nel quale convivono:

NATURA + ARTE + STORIA + SPORT + EDUCAZIONE + TURISMO
Le Chiese

La Basilica Minore di Maria SS. Immacolata è il tempio religioso più caro alla devozione dei catanzaresi, in quanto dedicato alla patrona della città.

Caratteristiche: L'edificio affonda le sue radici nel XIII secolo, ma è stato ampliato nel Settecento assumendo l'attuale conformazione con facciata neoclassica e un interno ricco di cappelle con altari barocchi in marmi policromi.

Elementi di rilievo: Custodisce la celebre statua lignea della "Madonna della Nicchia" e si distingue per la cupola ottagonale all'esterno e cilindrica all'interno.

La Cattedrale Santa Maria Assunta e dei Santi Pietro e Paolo è il Duomo cittadino, eretto originariamente nel 1121 in epoca normanna.

Caratteristiche: La chiesa ha subito numerose modifiche nel corso dei secoli a causa di terremoti e delle distruzioni della Seconda Guerra Mondiale, rendendo necessarie importanti ricostruzioni nella seconda metà del Novecento.

Elementi di rilievo: Conserva testimonianze d'arte sacra e reliquie legate al culto di San Vitaliano, patrono della città insieme all'Immacolata.

La Parrocchia di San Giovanni Battista si erge sul colle più alto della città, inserita nel vasto contesto del Complesso Monumentale di San Giovanni (ex castello normanno-svevo).

Caratteristiche: Sede dell'Arciconfraternita dei Bianchi di San Giovanni, l'edificio attuale risale al XVI-XVII secolo ed è caratterizzato da una facciata maestosa e da interni finemente decorati.

Elementi di rilievo: Oltre al valore architettonico, la chiesa domina la piazza omonima e si collega direttamente alle antiche strutture difensive e ai sotterranei del centro storico.

La Chiesa del Rosario si affaccia su una delle piazze caratteristiche del centro storico ed è legata all'ordine dei Domenicani.

Caratteristiche: Risalente al XV secolo e successivamente rimaneggiata in epoca barocca, presenta un impianto interno ricco di stucchi e opere pittoriche di scuola calabrese e napoletana.

Elementi di rilievo: Conserva pregevoli pale d'altare e dipinti dedicati ai misteri del Rosario.

La Chiesa di San Rocco o San Rocchello è una piccola gemma architettonica posizionata lungo Corso Mazzini.

Caratteristiche: Edificata verso la fine del XVI secolo come ex voto a San Rocco, protettore contro le epidemie, presenta dimensioni intime con facciata sobria e decorazioni barocche al suo interno.

La Chiesa di Sant'Omobono è considerata uno degli edifici sacri più antichi di Catanzaro, risalente all'XI-XII secolo.

Caratteristiche:
Struttura di dimensioni raccolte che conserva elementi dell'architettura bizantino-normanna.

Punto di interesse:
Una delle poche testimonianze storiche medievali sopravvissute quasi intatte nei secoli.

La Chiesa del Monte dei Morti e della Misericordia è un raffinato esempio di architettura barocca cittadina, legata alla confraternita che si occupava del suffragio delle anime del purgatorio.

Caratteristiche:
Facciata barocca decorata e interni ricchi di stucchi e dipinti d'epoca.

Punto di interesse:
Conserva l'oratorio con importanti testimonianze artistiche del Settecento.

La Chiesa San Francesco di Paola parrocchia Santa Barbara è una chiesa situata nel centro storico, legata alla figura del patrono della Calabria.

Caratteristiche:
Struttura accogliente con interni dedicati alla devozione minima e a Santa Barbara.

Punto di interesse:
Custodisce elementi decorativi legati alla tradizione francescana e alla storia del quartiere.

La Chiesa di Santa Maria della Stella si trova nel cuore dei vicoli del centro storico ed è legata al culto della Madonna della Stella.

Caratteristiche:
Atmosfera intima e raccolta, tipica delle chiesette dei rioni storici.

Punto di interesse:
Conserva un'interessante statua marmorea raffigurante la Vergine.

La Chiesa dell'Osservanza, fondata nel XV secolo dai Frati Minori Osservanti, sorge ai margini del centro storico ed è un luogo di grande rilievo artistico e devozionale.

Caratteristiche:
Conserva pregevoli opere scultoree e altari d'epoca.

Punto di interesse:
Ospita la statua rinascimentale della Madonna delle Grazie, attribuita alla scuola di Antonello Gagini.

La Chiesa e convento di Santa Maria del Carmine è un edificio legato all'ordine carmelitano situato nelle vicinanze del centro storico.

Caratteristiche:
Semplice nella struttura architettonica, conserva un'atmosfera di raccoglimento e devozione locale.

Punto di interesse:
Testimonianza della radicata presenza delle comunità monastiche e mendicanti nella storia cittadina.

La Chiesa di Santa Maria de Plateis in Sant'Anna è un piccolo luogo di culto situato nell'area storica della città, noto anche per il legame con la devozione a Sant'Anna.

Caratteristiche:
Architettura intima e ben conservata nel cuore del reticolo urbano antico.

Punto di interesse:
Importante testimonianza dell'antica toponomastica cittadina ("de Plateis").

La Chiesa di Santa Teresa di Gesù Bambino è un'altra realtà parrocchiale cittadina dedita al culto della santa di Lisieux.

Caratteristiche:
Architettura moderna pensata per accogliere i fedeli dell'area urbana circostante.

Punto di interesse:
Centro di attività pastorali e comunitarie del quartiere.
Catanzaro e il mare

Catanzaro Lido è la frazione costiera di Catanzaro, affacciata sul Mar Ionio.
È il punto in cui la città, nata e sviluppatasi sulle alture, incontra direttamente il mare.

Il suo carattere è molto diverso da quello del centro storico: qui troviamo spiaggia, mare, passeggiata, palme, locali, attività commerciali e vita estiva.

Il lungomare si sviluppa lungo la costa di Catanzaro Lido, nella parte meridionale del territorio comunale. È caratterizzato dalla passeggiata sul mare, dalla spiaggia e dalla presenza di attività commerciali, locali e ristoranti.

È soprattutto un luogo di vita quotidiana e socialità: passeggiare, fermarsi a guardare il mare, incontrarsi, vivere la spiaggia durante l'estate.

Uno dei simboli principali di Catanzaro, perché rappresenta:

🌊 il mare e l'apertura verso lo Ionio;
🌴 la dimensione mediterranea della città;
🚶 la passeggiata e la socialità;
🌅 il tramonto sul mare;
🏖️ la spiaggia di Catanzaro Lido;
⚓ il rapporto storico della città con la sua frazione marina.

Le Dune di Giovino, è un luogo davvero interessante: dal 2025 sono ufficialmente una Riserva naturale regionale, gestita dal Comune di Catanzaro. L’area tutela un ecosistema dunale costiero di grande valore, con macchia mediterranea, pineta, spiaggia e specie caratteristiche come il giglio di mare.


Sono una delle aree naturali più significative del litorale di Catanzaro.
Le dune svolgono anche una funzione importante nella protezione della costa e costituiscono un habitat particolarmente fragile.

Un elemento interessante è che nel 2026 la Regione Calabria ha finanziato con 100.000 euro la realizzazione della rete sentieristica della Riserva, con l'obiettivo di favorire una fruizione sostenibile e la conoscenza dell'area.

Si trova nel quartiere marinaro di Catanzaro, nel cuore del Golfo di Squillace, e rappresenta il principale punto di riferimento della città per la nautica da diporto e le attività legate al mare.

La costruzione del porto ebbe inizio negli anni Sessanta e, dopo diverse fasi di sviluppo, l'infrastruttura è tuttora interessata da interventi di completamento. Oggi ospita imbarcazioni da diporto, yacht in transito e unità della marineria peschereccia locale.

Il porto si inserisce in un tratto di costa particolarmente suggestivo, dove il mare Ionio incontra il lungomare di Catanzaro Lido.
È un luogo piacevole per una passeggiata e per osservare le imbarcazioni, soprattutto nelle ore del tramonto.

Attualmente sono disponibili ormeggi per imbarcazioni fino a 20 metri e una zona dedicata ai transiti turistici; il porto dispone inoltre di servizi rivolti alla nautica e alla pesca.
Rioni & Frazioni

- Centro storico
- San Leonardo
- Stadio
- Siano
- Mater Domini
- Gagliano
- Sant'Antonio
- Pontegrande
- Pontepiccolo
- Sant'Elia
- Campagnella
- Cava
- Alli
– Santo Janni
- Piterà
- Cavita
- C.E.P.

-Sala
- Barone
- Santa Maria
- Germaneto
- Pistoia
- Corvo
Aranceto

- Catanzaro Lido
- Fortuna
- Barone
- Giovino

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